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Tecnologie nel conflitto

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Pubblicato in : Grande Guerra, Grande Guera

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Il rapporto tra guerra e tecnologia è sempre molto stretto, maggiore era la tecnologia di un popolo, migliori erano le armi con le quali tale popolo poteva lottare. Nel passato, però, la ricerca civile era sempre abbastanza separata da quella militare e viceversa.
È proprio attraverso questo conflitto che guerra e tecnologia diventano indissolubilmente legate; infatti questo è anche il momento in cui si ha una paurosa inversione di tendenza per quanto riguarda l’indirizzo degli studi tecnologici. Prima della Grande Guerra, anche grazie alla rivoluzione industriale, tutte le ricerche tecnologiche erano indirizzate alle applicazioni civili e le scoperte fatte in questo campo venivano spesso usate in campo militare.

Verso la fine dell’ottocento Guglielmo Marconi, che aveva fin da giovane studiato l’elettromagnetismo, scopre che i campi elettromagnetici si propagano in maniera ondulare; tali onde presentano delle caratteristiche (ampiezza, durata, periodo e fase) le quali possono essere variate mediante appositi circuiti. Le variazioni di una o più delle caratteristiche dell’onda elettromagnetica; se associate ad un opportuno codice, costituiscono dei messaggi veri e propri.
Grazie a queste scoperte Marconi trova il modo di utilizzare tali onde per la trasmissione di messaggi ed effettua nel 1899 la prima trasmissione attraverso la manica, mentre nel 1907 viene effettuatala prima trasmissione transatlantica. Tale invenzione sarà largamente sviluppata negli anni avvenire per le trasmissioni civili, che ebbero un boom enorme grazie all’invenzione e alla capillare diffusione della radio, uno strumento popolarissimo che apriva per tutti i cittadini europei una importantissima finestra sul mondo. Ma la radio venne ben presto usata anche in campo militare, grazie allo studio attorno alle onde corte, utilizzate per effettuare trasmissioni cifrate non interpretabili dal nemico.
Questo portò ad uno sviluppo sempre maggiore di questo tipo di telecomunicazioni, che trovarono largo impiego soprattutto nelle comunicazioni marittime e aeree; il loro sviluppo, favorito anche dai passi da gigante che stava compiendo l’elettronica, porterà ad invenzioni come il radar, determinanti nel campo militare, poi applicate con ottimi risultati anche nel campo civile. Si è accennato poco fa ai passi da gigante compiuti dall’elettronica in questo periodo; vediamo alcune delle più importanti. Con l’invenzione del triodo a valvola (1906 ) usato come amplificatore fu possibile aumentare enormemente le distanze alle quali era possibile effettuare le comunicazioni via etere che sfruttano le onde elettromagnetiche. Vengono inoltre inventati i trasduttori, ( es. microfono) apparecchi cioè che trasformano una grandezza fisica in un’altra (ad es il microfono trasforma la voce o un suono qualsiasi in una corrente o in una tensione). Tramite queste invenzioni fu poi possibile realizzare apparecchi i quali la radio o il telefono.

Un’altra grande invenzione del secolo fu l’aereo. Per millenni l’uomo aveva sognato di volare e aveva provato a realizzare il suo sogno (anche il grande Leonardo aveva disegnato macchine volanti), pur senza ottenere risultati accettabili.
Fino al ‘900 il sogno dell’uomo rimase tale ed alimentò fantasie e speranze che solo nel 1903 con il primo volo dell’apparecchio dei fratelli Wrigth, divennero realtà. Ogni paese allora si mosse per costruire il proprio aeroplano; ma per averne il primo impiego bellico si dovrà aspettare il 1911, quando, per la prima volta nella storia, l’aereo fu usato come arma, nel bombardamento di alcune postazioni turche. Nella Grande Guerra poi, l’aereo fu, almeno nei primi anni, utilizzato prettamente per la ricognizione e l’osservazione, ma negli anni seguenti i miliari vollero dotarli di mitragliatrici. Negli aerei biposto la mitragliatrice era manovrata dall’osservatore, mentre nei monoposto si trovava a prua dell’aereo per essere manovrata direttamente dal pilota, il che presentava un problema fondamentale, che la mitragliatrice così posta intralciava con l’elica. I tentativi di risolvere tale problema furono vari. Si tentò inizialmente di installare una mitragliatrice con 45° di inclinazione; ciò introduceva però gravi problemi di puntamento. In Francia si pensò allora di montare dei deflettori d’acciaio in grado di deviare i proiettili che avessero intralciato l’elica. La soluzione migliore a questo problema fu trovata da ingegneri tedeschi, i quali riuscirono a ideare un meccanismo in grado di sincronizzare i colpi della mitragliatrice con il movimento dell’elica; questo concesse per svariato tempo la superiorità nei cieli ai tedeschi.

Le altre invenzioni di maggior rilievo nel campo strettamente militari furono il sommergibile e il carro armato. Il sommergibile nasce nel 1900: è un piccolo battello propulso da motori a nafta per la navigazione di superficie e da motori elettrici per la navigazione ad immersione ed è in grado di imbarcare siluri. Tutte le marine militari ne produssero allora diversi esemplari, ma ne ipotizzarono l’uso solo per la ricognizione e le missioni di infiltrazioni nei porti nemici. Chi intuì realmente il miglior impiego possibile di quest’ultima arma furono i tedeschi che lo utilizzarono come vascello corsaro che appariva all’improvviso, affondando grandi quantità di naviglio mercantile e spargendo il panico tra tutte le marine alleate. Verso la fine della guerra grazie ad alcune opportune contromisure il pericolo sommergibile fu relativamente attenuato, ma tornò peggiore di prima nella Seconda guerra mondiale per volgere di nuovo al declino causa delle nuove contromisure ideate negli ultimi anni di guerra.
Il dominio dei mari tornerà alle macchine degli abissi quando con propulsione nucleare il sommergibile diventerà sottomarino, in grado di navigare in immersione per periodi lunghissimi e armato con missili a testata nucleare a lunga gittata.
Il carro armato, invece, nasce dall’esigenza di avere dei veicoli corazzati in grado di avanzare nonostante mitragliatrici reticolati e trincee. I primi esemplari usati dagli alleati erano lenti e goffi e i comandanti non sapevano utilizzarli al meglio delle loro potenzialità operative. Solo verso la fine della guerra la strategia con cui questi mezzi vengono impiegati inizia a migliorare. Ma il testimone di questa evoluzione verrà preso da altri, quando nel 1939 le divisioni corazzate tedesche dilagheranno in tutta Europa.

Al di là delle armi importanti che abbiamo identificato nell’aereo, nel carro armato e nel sommergibile, ve ne furono molte altre che ebbero un impatto fisico e psicologico sugli eserciti di gran lunga superiore a quello che ebbero le armi sopraccitate. Come abbiamo già detto anche in precedenza, la Grande Guerra fu in tutti i campi un punto di rottura tra passato e presente, ma anche un punto in cui passato e presente si sono mescolati insieme e l’aspetto militare di tale avvenimento non fa eccezione, gli eserciti prebellici erano infatti organizzati in maniera antiquata, erano composti da grandi masse di fanti che si lanciavano in scontri spesso corpo a corpo; ma al contrario degli eserciti del passato; quelli moderni avevano in dotazione nuove e micidiali armi che rendevano le grandi battaglie a viso aperto uno stillicidio tale che nelle battaglie di maggiore rilevanza potevano morire anche diverse centinaia di migliaia di uomini. Ciò rese necessaria l’introduzione della guerra di trincea.
Quali furono queste armi? Innanzitutto la mitragliatrice, che se ben appostata poteva falciare in pochi minuti decine e decine di fanti che uscivano di corsa dalle proprie trincee per attaccare. La staticità della guerra di trincea è dovuta, infatti, anche alla relativa facilità con cui queste ed altre armi rendevano futili o troppo costosi gli attacchi di fanteria. Anche all’interno delle trincee, però, non di era affatto al sicuro, le nuove granate di cannone, che imbottite con esplosivi vari, scoppiavano al contatto col suolo o con le fortificazioni contro le quali erano scagliate e proiettavano intorno a sé una serie enorme di schegge, grandi anche come una mano o più, che fulminavano chiunque si trovava nei dintorni; vi erano anche delle particolari granate, usate molto ad esempio dagli austriaci, che erano imbottite di pallottole ed esplosivo e possedevano un particolare innesco che opportunamente regolato le faceva esplodere circa allo zenit della trincea nemica, proiettando in un raggio di 360° spaziali pallottole e schegge.

Altra arma che suscitò panico e terrore, fu il lanciafiamme. Usato molto dagli italiani sul Carso, era talmente temuto dal nemico che il governo italiano fu costretto ad aumentare sensibilmente i compensi degli addetti a tali armi, poiché se uno di loro veniva catturato non veniva quasi mai fatto prigioniero.
Ma è nell’impiego di una particolare arma che si può vedere come in questa guerra si unirono la barbarie della guerra antica con quelle della guerra moderna: i gas tossici.
I gas tossici avevano essenzialmente due applicazioni: nelle prima venivano lanciati sulle schiere nemiche durante le grandi battaglie campali per fermare il maggior numero di nemici prima di entrare in contatto con loro; nella seconda, invece, si lanciavano i gas in direzione delle trincee nemiche le quali subivano poi un attacco da truppe speciali d’assalto, che finivano i superstiti a colpi di mazze chiodate.
Va inoltre detto che questo nuovo conflitto oltre a logorare pesantemente gli eserciti imponeva un consumo (a causa della dotazione) enorme di munizioni, ed attrezzature di ogni genere che dovevano essere prodotte velocemente ed in grandissime quantità, e al trasportare al fronte in tempi brevissimi. Tale fenomeno portò ad una rapida evoluzione dei metodi di produzione che consentì di avere sempre prodotti finti, in minor tempo e con minor necessità di mano d’opera: nel periodo del conflitto, infatti, gli uomini erano andati quasi tutti a combattere e nelle fabbriche il lavoro era affidato alle donne, e dove il lavoro delle donne non era sufficiente si provvide ad introdurre questi nuovi metodi, come ad esempio, il nastro trasportatore. Alla fine del conflitto le innovazioni trovarono subito largo impiego anche in campo civile.

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