Data 260 a.C.
Luogo Isole Lipari
Contendenti Repubblica Romana / Cartagine
Esito vittoria cartaginese con cattura del console Gneo Cornelio Scipione
Roma non era ancora abituata a combattere sul mare, e fino a quel momento anche per il trasporto truppe si era affidata alle flotte di Etruschi e Greci. Ora però aveva possedimenti in Sicilia e la sua antagonista era una potenza navale che sul mare aveva conquistato la sua grandezza. Per imparare velocemente a costruire navi, Roma partì dalla struttura di una nave cartaginese caduta intatta nelle sua mani prima della battaglia di Messina. Mentre le prime cento quinquiremi e venti triremi erano in costruzione, per l’addestramento si provvide a realizzare dei banchi di rematori a terra, quello effettivo in mare, secondo Polibio, fu molto breve.
La flotta fu affidata al console Gneo Cornelio Scipione Asina, mentre l’altro console, Caio Duilio, comandava le forze di terra. Gneo Cornelio ordinò al grosso della flotta di dirigere verso Messina, mentre lui, con 17 navi, puntò verso le Isole Lipari, in mano ai cartaginesi, ma difese da un piccolo contingente. L’attacco si svolse senza troppe sorprese, i romani occuparono porto e città in fretta e senza difficoltà.
Le comunicazioni cartaginesi però, erano ottime e la notizia del colpo di mano dei romani giunse al comandante cartaginese Annibale di Giscone che mandò alle Lipari venti navi comandate dal senatore cartaginese Boode. La flotta Cartaginese arrivò di notte, bloccò il porto e catturò navi e console romano, per fare poi di nuovo vela per Palermo.
Dopo la battaglia Gneo fu soprannominato “Asina”, si credeva infatti che la femmina dell’asino soffrisse di paura dell’acqua. Questa umiliazione non pesò troppo su Gneo Cornelio che dopo il ritorno a Roma riuscì a farsi rieleggere console nel 254 a.C.
Quanto a Annibale di Giscone, pochi giorni dopo rischiò di subire lo stesso destino di Gneo Cornelio, avendo avuto notizia che la flotta romana si stava avvicinando alla Sicilia, si diresse con 20 navi in esplorazione perdendone gran parte e riuscendo a salvarsi in modo rocambolesco.
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