Luogo Heraclea, oggi Poliporo (basilicata)
Contendenti Romani / Tarantini-Epirei
Forze in campo 40.000 / 35.000 epirei
Perdite 7.000/4.000
Esito vittoria tarantino-epirea
Contro la minaccia costituita da lucani e bruzii, Taranto, la potente colonia spartana della Magna Grecia, rifiuta l’aiuto di Roma aumentando la tensione con la Repubblica, tensione che sfociò in guerra quando alcune navi romane, reduci da una tempesta, si presentarono davanti al porto di Taranto in violazione di precedenti accordi, la scintilla del conflitto fu la distruzione delle navi da parte dei tarantini.I tarantini, preoccupati, chiamarono in soccorso Pirro, re dell’Epiro che, col miraggio di riunire a sé tutte le colonie greche d’Italia, in chiave anti romana e anti cartaginese, si presentò nella penisola forte di 35.000 uomini e diversi esemplari di elefanti, animali sconosciuti ai romani.
Le legioni romane erano comandate dal console Publio Valerio Levino e avevano in forza 40.000 soldati che ingaggiato il nemico presso Heraclea riuscirono a sostenerne l’attacco lottando accanitamente per diverse ore. Quando entrò in campo anche la cavalleria, Pirro usò la sua arma segreta: gli elefanti da battaglia. I pachidermi, montati da guerrieri armati archi e lance, si scagliarono contro il compatto schieramento romano che, preso dal panico, si scompaginò e venne disperso. La pesante sconfitta, apriva la stagione delle guerre tra la Repubblica Romana e le forze guidate dall’ambizioso re dell’Epiro che avrebbe avuto come seguito altri due importanti scontri, a Ascoli Satriano, e a Benevento.
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