Luogo lago Regillo (Roma)
Contendenti Repubblica Romana / Latini
Forze in campo 24.000 fanti, 3.000 cavalieri / 40.000 fanti, 3.000 cavalieri
Esito vittoria romana
A Roma la monarchia, e con essa il dominio etrusco, è tramontata, ma il vecchio re Tarquinio il Superbo chiede appoggio a Porsenna, Lucumone di Chiusi, il quale però poi declina il suo aiuto costringendo Tarquinio e i suoi seguaci, che nel frattempo erano stati espropriati dei loro beni, a rifugiarsi a Tusculum. Qui il genero di Tarquinio, Mamilio Ottavio il quale colse l’occasione per preparare la guerra a Roma con l’aiuto dei latini. Nel 498 a.C. nella selva ferentina etruschi, sabini e latini si unirono nella lega latina per affrontare Roma, l’anno successivo conquistarono la fortezza di Corbium. Si seppe che latini ammontavano a 40.000 fanti e 3.000 cavalieri, data la minaccia, come prevedeva l’ordinamento romano per i casi di emergenza, venne nominato un dittatore: Aulo Postumio, che si affrettò a reclutare 24.00 fanti e 3.000 cavalieri quattro solide legioni, metà delle quali furono acquartierate tra Roma e Tusculum al comando di Postumio (era console insieme a Tito Ebuzio Helva) che doveva controllare i movimenti dei latini. Tarquinio stesso era sul campo di battaglia per affrontarli nei pressi del lago Regillo, vicino a Frascati, in una strettoia facilmente difendibile. I contendenti decisero di attendere i reciproci rinforzi, i Latini, non appena si sentirono sicuri sferrarono l’attacco.L’attacco fu subito di grande violenza, Tarquinio, gettatosi nella mischia per affrontare Postumio, rimase ferito ad un fianco e fu riportato nelle retrovie. Anche Ebuzio e Ottavio Mamilio dovettero riguadagnare le retrovie dopo essersi affrontati e feriti. Marco Valerio fratello di Valerio Publicola, vide il figlio di Tarquinio e si lanciò all’attacco ma il suo avversario ripiegò e Valerio nella mischia rimase ferito a morte, quell’ala inizio a cedere e quello fu il momento più difficile per i romani, Mamilio gettò nella mischia alcuni manipoli tenuti di riserva ma in realtà la situazione non migliorò lo stesso Mamilio che era in prima linea cadde ucciso. Postumio allora chiese ai cavalieri di scendere da cavallo e combattere con i fanti, cosa che fu fatta immediatamente, l’impatto morale della cosa fu grande i fanti vedevano i giovani della nobiltà combattere al loro fianco, i romani ripresero l’iniziativa e rovesciarono le sorti della battaglia, i cavalieri risalirono a cavallo e ripresero a caricare i nemici incalzandoli nella ritirata ormai inevitabile. Secondo la leggenda i di oscuri Castore e Polluce intervennero nello scontro a favore dei capitolini, ciò che è certo è che romani ottennero una vittoria decisiva che spegneva definitivamente le velleità dei Latini di uscire dall’egemonia dell’urbe. Roma fu abbastanza lungimirante da non umiliare gli sconfitti che in occasioni future si sarebbero dimostrati ottimi alleati.

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