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Battaglia dei Campi Raudii (Piemonte)

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Pubblicato in : Battaglie, Battaglie antiche

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Data 30 luglio 101 a.C.
Luogo campi raudii (Vercelli)
Contendenti romani / cimbri
Perdite ? / 140.000 morti e 60.000 prigionieri
Esito
vittoria romana

Quando sta per iniziare l’ultimo secolo prima della nascita di Cristo, una grave minaccia incombe sulla Repubblica Romana, le popolazioni germaniche dei cimbri e dei teutoni passano con violenza il confine romano ed iniziano una profonda invasione. Le incomprensioni e i dissidi personali tra il console Gneo Mallio Massimo, un homo novus, il proconsole per la Gallia Quinto Servilio Cepione, mandati a fermare i barbari, sono alla base di una sconfitta memorabile, le legioni romane, non coordinate tra loro, vengono travolte, pochissimi si salvano. A Roma la tensione è forte il senato è indeciso, ma un uomo forte dalla grande personalità riesce a far valere le proprie idee, Caio Mario che, spalleggiato dal Lucio Cornelio Silla, ottiene il consolato e il comando delle legioni incaricate di intercettare i barbari. I romani decidono di affrontare separatamente le due etnie, ed infatti agganciano i teutoni nella battaglia di Aquae Sextiae, nell’odierna Francia battendoli pesantemente, i teutoni furono tutti uccisi o fatti prigionieri compreso il re Teutobod.
Lo scontro con i cimbri avvenne invece in Italia presso Vercelli. Prima dello scontro, come loro usanza, i cimbri mandarono una delegazione a concordare le modalità dello scontro. Caio Mario li accontentò e si decise per l’indomani nella piana dei riudii, dove gli schieramenti potevano disporsi liberamente. Il giorno seguente, la cavalleria dei cimbri fu colta di sorpresa nella foschia mattutina mentre si disponeva per la battaglia, costretta allo scontro venne sopraffatta e ricacciata indietro, verso la propria fanteria che, da tale evento, fu scompaginata e divenne facile preda delle legioni romane che annientarono il nemico. I Tigorini, altra popolazione germanica che si stava per riunire ai cimbri, saputa la notizia della battaglia tornò alle proprie sedi. Si era concluso un periodo di 13 anni in cui queste popolazioni germaniche avevano seminato morte e distruzioni nelle regioni fra il Danubio, l’Ebro, la Senna ed il Po.
Ma anche all’interno dello stato romano cambiano molte cose, Caio Mario concede la cittadinanza alle sue truppe appartenenti agli alleati italici sfidando il senato, cosa che altri generali vittoriosi faranno dopo di lui, spesso, con nefaste conseguenze. Inoltre, nasce quella rivalità tra lui e Silla che sfocerà in una serie di guerre civili che cambieranno lo Stato Romano da repubblica a impero, gettando il seme di quello svuotamento istituzionale e sociale (pensiamo al fatto che a Roma prima di Ottaviamo Augusto, una delle peggiori accuse che si potesse ricevere era di voler essere re di Roma, l’idea di avere un imperatore o un re che è al di sopra dello stato, avrebbe fatto rabbrividire qualsiasi romano nato all’epoca di Caio Mario) che avrebbe portato Roma ad un indebolimento tale da farla cadere per mano di quegli stessi barbari che aveva dominato per decine di secoli.



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