Luogo Civitate sul Fortore Foggia
Contendenti normanni / coalizione pontificia: Suebi, Longobardi, Impero bizantino
e Italiani
Forze in campo 3000 cavalieri / 500 fanti
Esito vittoria normanna
Il primo approccio dei normanni (popoli nordici stanziati in Normandia) con il sud d’Italia fu per mezzo di un pellegrinaggio effettuato da alcuni guerrieri nel 1017, in pellegrinaggio al santuario di San Michele a Monte Sant'Angelo sul Gargano, in Puglia. Questi guerrieri erano mercenari che prestavano i loro servigi al miglior offerente. La loro presenza non sfuggì ai regnati italiani sempre il lotta tra loro che li assoldarono in numerose occasioni fino a quando 1030 il duca Sergio IV di Napoli offrì a Rainulfo Drengot la contea di Aversa, questo fu il primo possedimento normanno in Italia dal quale partirà l'azione di conquista. Tale evento fu un precedente che spinse molti normanni a venire a cercare fortuna in Italia, tra questi furono gli Altavilla, uno dei quali Guglielmo Braccio di Ferro, divenne conte di Puglia e capo di uno stato indipendente.Questa avanzata fu subito fonte di preoccupazione per il papa che nel 1052 chiese aiuto all’imperatore Enrico III ottenendo un sostanziale rifiuto condito da un contentino di 700 fanti seubi. In Italia papa Leone IX ottenne di più dai preoccupati regnanti italiani che vedevano come una minaccia l’ascesa dei normanni, ecco che fornirono truppe: il principe Rodolfo di Benevento, il duca di Gaeta, i conti di Aquino e Teano, l'Arcivescovo e gli abitanti di Amalfi, anche i bizantini fornirono aiuto.
I normanni, percepita la minaccia, crearono diverse armate sotto il comando del conte di Puglia Umfredo d'Altavilla, il conte Riccardo I di Aversa ed altri membri della Casa d'Altavilla fra cui Roberto che si distinguerà negli scontri. I normanni intercettano le truppe pontificie presso Civitate e riescono ad impedirgli di ricongiungersi con i bizantini ma sono in forte inferiorità numerica così decidono di chiedere un tregua e durante le trattative sferrano l’attacco alle truppe pontificie. I due campi sono separati da una collina, i normanni attaccano in tre gruppi guidati a destra da Riccardo, al centro da Umfredo e a sinistra da Roberto. I cavalieri di Roberto scompaginarono parte dell’esercito pontificio partendo poi alla carica dei fuggitivi, il resto invece reggeva bene agli attacchi di Riccardo e Umfredo, ma quando la cavalleria di Roberto tornò ciò che restava dell’esercito pontificio fu distrutto, il papa fu raggiunto a Civitate, catturato e tenuto nove mesi prigioniero a Benevento dove però fu trattato con rispetto ma costretto a firmare una serie di trattati favorevoli ai vincitori.
Dopo tre papa anti-normanni, la vicenda si chiuse col Trattato di Melfi del 1059 col quale si riconoscevano le conquiste normanne nel sud Italia. Papa Niccolò II inoltre voleva tagliare i ponti col Sacro Romano Impero ed in tale ottica un vicino potente come quello normanno era meglio averlo come alleato che come avversario.
La battaglia segnò inoltre l’ascesa politica di Roberto il Giuiscardo.
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