Data dicembre 1806
Luogo Maratea
Contendenti Regno delle due Sicilie / Francia
Forze in campo 1.000 uomini e 2 cannoni 4.500 uomini e 3 cannoni
Perdite almeno 40 / almeno 200
Esito discesa a patti e capitolazione dei borbonici
Il contesto è quello della guerra tra i paesi della terza coalizione e l’Impero francese, svoltasi sul territorio del Regno delle due Sicilie. L’esercito borbonico, di fronte all’invasione francese iniziata nel 1806, si dissolve molto rapidamente, fatta eccezione per qualche reparto dotato di comandanti con più alto spirito di iniziativa. Nei pressi di Maratea, uno di questi reparti, guidato dal colonnello Mandarini, riesce ad organizzare una disperata difesa. Il generale André Massena che guidava l’invasione francese, dopo aver compiuto il massacro di Lauria (da taggare) passa Maratea, forse non sapendo della cittadella fortificata presente nella parte alta della città. Mandarini, che nel frattempo aveva compiuto diverse azioni di disturbo nelle retrovie francesi, si asserraglia nella cittadella, assumendo la carica di governatore e durante le azioni dei giorni successivi viene promosso sul campo al grado di colonnello. A quel punto i francesi inviano da Lagonegro truppe e cannoni per espugnare i borboni dalla cittadella di Maratea. L’assedio che segue ha una durata su cui le fonti sono molto incerte e varia tra 3 e 12 giorni, la cosa certa e riportata da più testimonianze è che la vittoria rimase oscillante, più volte i francesi furono sul punto di ritirarsi a causa delle perdite inflitte loro anche grazie all’uso di massi che venivano fatti rotolare giù dalle mura. Anche gli assedianti valutarono più volte l’opportunità della resa per poi rimettersi a combattere. I borbonici tentarono di aiutare gli insorti con uno sbarco ma per errori di calcolo si ritrovarono in mezzo allo schieramento francese e furono massacrati. Dalla parte opposta i francesi tentarono una sortita notturna che gli costò un insuccesso, 200 morti, armi e munizioni varie.
Lo stallo fu sbloccato dal comandante della cittadella che si sere conto che in caso di una sua sconfitta, i francesi avrebbero raso al suolo la città e fatto scempio anche le popolazioni civili, fece allora pervenire il 10 dicembre 1806 una resa onorevole di cui il suo nemico accettò tutti i termini.
La cittadella è oggi meta di turisti soprattutto per la grande statua del Cristo Redentore installata nel 1965 e alta 22 metri, seconda per dimensionisolo a Quella di Rio de Janeiro.
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