Luogo Monte Pasubio, (Trentino)
Contendenti Regno d’Italia/Impero austro-ungarico
Esito Conquista del “Dente” da parte degli austro-ungarici
Il Pasubio è una vetta che fu ferocemente contesa durante la Grande Guerra, una di quelle, come il Monte Nero, il Cimone, il Col di Lana e altri, per i quali non era sufficiente mantenere un presidio ma era necessario impiegare truppe numerose e di provata affidabilità e addestramento, e così fecero entrambi i contendenti. Prima delle ostilità il monte è in territorio austriaco ma cade in mano italiana subito dopo l’inizio della guerra e vi rimane fino all’offensiva austriaca della primavera del ’16, in questa occasione però, gli austriaci non riescono a conquistarlo interamente, la vetta principale e il “Dente” restano saldamente in mano italiana.
Il “Dente” italiano e il “Panettone” austriaco erano come due fortezze naturali una di fronte all’altra, e si ritrovarono in una durissima lotta di logoramento e sfinimento per mesi e mesi. La situazione era aggrava dall’arrivo di un inverno particolarmente rigido, quello del 1916-’17, che rese sempre più precario l’afflusso di rifornimenti e rinforzi, intere colonne in marcia venivano travolte dalle slavine o si perdevano nella nebbia dello sterminato oceano bianco. L’efficienza delle teleferiche diventava prioritario come respirare.
Iniziò anche una guerra sotterranea fatta di attacchi a sorpresa effettuati scavando gallerie in tutte le direzioni, si sbucava nelle linee nemiche si combatteva anche con pale e pugnali in corpo a corpo micidiali, poi in gli attaccanti svanivano con qualche prigioniero.
Ad un certo punto però anche pensando all’impresa italiana sul Col di Lana gli austriaci si persuasero che gli italiani stessero realizzando una mina sotto le loro linee, iniziarono quindi un lavoro di contromina che passò dalla difensiva all’offensiva quando a metà del percorso gli austriaci si resero conto che gli italiani non stavano preparando una mina; i loro movimenti però furono percepiti e questa volta furono gli italiani e iniziare i lavori di contromina. I lavori di scavo erano febbrili e massacranti, perforatrici, esplosivi, pale, polvere e pochissima aria.
Per non essere intercettati, italiani e austriaci costruiscono innumerevoli gallerie che si ramificano sotto la montagna, il 2 ottobre 1917 una mina italiana fa crollare un parte delle gallerie austriache. Passano altri tre mesi di scavo nei quali saltano quattro mine austriache e tre italiane, a marzo 1918 gli austriaci si decidono a far brillare mina principale poiché le difese italiane paiono sul punto di sventare tutto quindi anche se il luogo ideale non è stato raggiunto si procede ai preparativi del brillamento. Per evitare le contromine italiane la camera di scoppio della mina austriaca è posta a ben 70 metri di profondità sotto la roccia per superare un tale strato di montagna ci vogliono 60.000 chili di esplosivo. Il risultato dell’esplosione è devastante, la montagna è scossa fin nelle fondamenta, la posizione italiana è cancellata, non ci sono superstiti, la parte anteriore del dente è diroccata, sono le 4.30 del 13 marzo 1918. L’esercito italiano non tenterà di riprendere il Dente, del resto la vera partita della guerra, in questo momento, si sta giocando sul Piave, ci si limitò, sul Pasubio, a restare sulla difensiva, situazione che permarrà fino alla fine della guerra.
Per conoscere le altre battaglie di mine della Grande Guerra clicca qui
Per leggere la visita al Pasubio clicca qui
Visualizzazione ingrandita della mappa
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio















