Data 17 aprile 1916
Luogo Col di Lana (Veneto)
Contendenti Regno d’Italia/Impero austro-ungarico
Esito Conquista italiana del Col di Lana
All’inizio della guerra il Col di Lana era presidiato soltanto da piccoli contingenti di truppe territoriali austriache, ma ci si rese immediatamente conto che data l’importanza strategica del monte era necessario mandare rinforzi, si optò per mandare truppe dell’Alpenkorps tedesco che provvidero a sistemare in maniera più efficiente il sistema difensivo, cosicché il presidio poté resistere facilmente al primo attacco italiano avvenuto il 7 luglio 1915.
Ad ottobre l’Alpenkorps fu sostituito dai Kaiserjäger e nel frattempo gli italiani si stavano riorganizzando per attacchi meglio congegnati nei quali, nonostante il teatro di operazioni di montagna, brillò per tenacia e capacità la fanteria che riuscì a prodursi in attacchi formidabili che fecero cadere in serie tre capisaldi: 22 ottobre è presa quota 2250-fortino austriaco che copriva il fianco alla Felsenwache, noto anche come “Cappello di Napoleone”, che infatti cade il 26, questo aveva dato molto filo da torcere agli attaccanti uccidendone e ferendone moltissimi in quei giorni, ora era caduto con un’azione di slancio alla baionetta condotto dalla fanteria, che da questa posizione poté bersagliare l’accampamento austriaco noto come villaggio austriaco.
Il 29 ottobre cade anche il Panettone. La via della vetta è aperta, inizia una serie interminabile di attacchi sanguinosi per conquistarla che porteranno solo ad un bagno di sangue.
La conquista della vetta operata dal III battaglione del 60° Fanteria della Brigata Calabria il 7 novembre, durerà solo poche ore.
Fino al 16 dicembre continuano infruttuosi gli attacchi frontali, a questa data il comando italiano decise di iniziare lo scavo di una galleria di mina per far saltare in aria le difese austriache. Iniziò frenetico il lavoro di scavo che nonostante le precauzioni italiane fu avvertito dagli austriaci i quali iniziarono lo scavo di una galleria di contromina che fecero esplodere il 5 aprile 1916 senza però causare gravi danni alla galleria italiana nella quale i lavori proseguivano di buona lena. La notte tra il 17 e il 18 aprile la mina italiana era pronta, fu fatta brillare alle 23,35, con un boato spaventoso le posizioni austriache saltarono in aria e la cima rimase senza difesa per una immediata conquista della vetta, che nonostante i ripetuti contrattacchi non fu ripresa, però nemmeno la prevista avanzata italiana sul Sief, considerata conseguenza della caduta del Col di Lana, poté verificarsi per la tenace resistenza austriaca.
Di seguito riportiamo alcune testimonianze di quell’evento straordinario:
Io c'ero sul Col di Lana

- Il maggiore Mezzetti che emanò l'ordine di far esplodere la mina. Leggi...
- Bruno Bonfioli che lavorò alla preparazione della mina. Leggi...
- Tenente austriaco Tschurtschenthaler, osserva da una grotta di ricovero. Leggi...
- Storia di uno degli ultimi feriti austriaci tratto da "Col di Lana Cima di Fuoco". Leggi...
Per conoscere le altre battaglie di mine della Grande Guerra clicca qui
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