Data 14 maggio – 7 settembre 1706
Luogo Torino
Contendenti Regno di Francia, Regno di Spagna / Sacro Romano Impero, Ducato di Savoia
Perdite 2000 morti e 1800 feriti-prigionieri / 944 morti e 2302 feriti
Esito vittoria austro-sabauda
L’ampio contesto di questo scontro è quello della guerra di successione spagnola che vide da una parte la Francia e la Spagna di Filippo V (il giovane duca d’Angiò erede designato dal defunto Carlo II) e dall’altra Inghilterra, Olanda, Austria e Prussia. Il Piemonte di Amedeo II, il quale accampava diritti di successione, si schierò prima in campo francese per passare poi al fianco dell’Austria.
A causa di queste scelte Torino sarà posta sotto un pesante assedio, i francesi infatti, fin dal maggio 1706, avevano investito la capitale-fortezza con 56 battaglioni di fanti e 60 squadroni di cavalieri, guidati dal maresciallo de La Feuillade, oltre all’artiglieria costituita da ben 110 pezzi di grosso calibro e 59 mortai. Il piccolo esercito dei difensori era affidato al conte Daun e disponeva di 10.500 piemontesi, anche se, prima che l’assedio fosse completamente chiuso, Vittorio Amedeo II aveva lasciato la città con 6000 cavalieri, riparando sulle prealpi. In questa fase dell’assedio rimase famoso l’episodio del minatore biellese Pietro Micca, che, per evitare che il nemico occupasse una posizione avanzata, diede fuoco, rimettendoci la vita, ad un deposito di polveri da sparo causando la morte di molti francesi.
Nonostante il valore e la combattività degli assediati, per togliere Torino da quella morsa ci volle un intervento dall’esterno. Il Principe Eugenio con un contingente imperiale di 30.000 uomini andò a ricongiungersi col duca d’Aosta. Piemontesi e austriaci attaccarono la linea esterna franco-spagnola, difesa dal duca d’Orléans, mentre il presidio della piazza impegnava gli assedianti con azioni offensive. L’attacco avvenne dopo un pesante bombardamento di artiglieria ma la battaglia rimase ad esito incerto fino a quando Amedeo non lanciò alcuni squadroni di ussari contro l’estrema destra avversaria, attaccandola di fianco e di rovescio. Così, mentre tra le linee franco-spagnole si spargeva il panico partì l’attacco della guarnigione della città, i francesi ormai battuti si ritirarono verso Pinerolo. Il giorno 7 di settembre Torino era liberata, mentre le truppe austro-piemontesi inseguivano il nemico in ritirata verso la Francia.
Per quanto riguarda la storia della penisola, le conseguenze più importanti della battaglia, furono che i Vittorio Amedeo entrò in possesso di tutti i territori francesi sul versante italiano delle Alpi da Fenestrelle a Bardonecchia, e ottenne il titolo di re di Sicilia, però l’allontanamento “momentaneo” della presenza francese dalla penisola favorì lo stabilirsi dell’egemonia austriaca.