Luogo fiume Metauro
Contendenti cartaginesi/romani
Forze in campo 37.000/30.000
Perdite 10.000/30.000
Esito vittoria romana
La battaglia ebbe un peso effettivo enorme anche se nel contesto della seconda guerra punica la storiografia privilegia Canne e Zama. Eppure lo scontro fu decisivo per le sorti della guerra in Italia. Annibale era sul suolo italiano già da anni ma ancora non era riuscito a prendere Roma non ostante le sue vittorie, il fratello Asdrubale, allora, sconfigge Publio Cornelio Scipione in Spagna e valica velocemente le alpi, con molta più facilità rispetto al fratello, anche perché i galli, che furono ostili ad Annibale, acclamano Asdrubale e in molti si uniscono a lui come fanno anche parecchi contingenti di liguri. La marcia di Asdrubale in Italia è una minaccia seria e il senato manda i due nuovi consoli, Nerone e Salinatore che vengono rispettivamente mandati contro Annibale il primo e Asdrubale il secondo. Nessuno dei contendenti accese battaglia, seguirono scaramucce varie, Asdrubale si ritirò oltre il Metauro a sud di Senigallia, a quel punto decise che per uno scontro decisivo a suo favore doveva riunire le forze con quelle di Annibale in Umbria, per poi puntare diretto su Roma. Mandò allora dei messaggeri che però furono intercettati e catturati con i piani di Asdrubale che arrivarono nelle mani di Nerone, e qui iniziarono le sfortune dei cartaginesi in Italia. Nerone constatata la grave minaccia, aggirando l’autorità del senato per agire più in fretta, raduna 6.000 fanti e 1.000 cavalieri, e punta verso Salinatore che raggiunse presso Senigallia poco distante dall’accampamento di Asdrubale, il quale non si rese conto dell’ingrossamento delle fila romane, poiché Nerone arrivò a notte inoltrata. La mattina le due formazioni si preparano alla battaglia schierando le truppe, Asdrubale si rende conto che qualcosa è successo e che si trova in minoranza, decide allora di ritirarsi nelle fortificazioni dove i romani non lo possono attaccare e al calare delle tenebre inizia a ripiegare. Il suo obiettivo è tornare in Gallia ma le guide che lo accompagnano disertano e lo lasciano perso nell’oscurità sulle rive del Metauro dove non lo può guadare. All’alba le forze cartaginesi sono nel disordine più totale con i galli tutti ubriachi, mentre la cavalleria romana si avvicina inesorabile. Asdrubale fece del suo meglio e dispose le truppe per sfruttare nel miglior modo possibile la situazione. Le truppe migliori, gli spagnoli, furono posti all’ala destra assieme ai pochi africani disponibili, al centro dietro gli elefanti, i liguri apuani, buoni combattenti ma poco avvezzi alla guerra di formazione; a sinistra piazzò i disordinati galli con la speranza che il terreno dissestato davanti a loro li avrebbe aiutati. Il primo ad entrare in contatto con i cartaginesi fu Salinatore che attaccò i veterani spagnoli, il pretore Porcio si fece sotto ai liguri mentre Nerone tentò di arrivare ai galli ma con scarsi risultati. Lo scontro volgeva a favore di Asdrubale che aveva scompaginato in parte lo schieramento nemico grazie agli elefanti, quando Nerone, stanco di tentare inutilmente di arrivare a battaglia con i galli si voltò e passando alle spalle di Salinatore e Porcio, attraversando tutto lo schieramento, andò ad attaccare gli spagnoli che presi su due lati si fecero prendere dal panico e si sfaldarono. Di lì a poco tutto lo schieramento cartaginse cadde e fu distrutto e disperso. Asdrubale si gettò nella mischia e cadde valorosamente.
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio














