Luogo Punta Stilo (Calabria)
Contendenti Regno Unito, Australia / Italia
Forze in campo 1 portaerei, 3 corazzate, 5 incrociatori, 16 caccia torpediniere / 2 corazzate, 15 incrociatori, 26 caccia torpadieniere
Perdite 1 incrociatore danneggiato, 2 caccia torpediniere danneggiati / 1 corazzata danneggiata, 1 incrociatore danneggiato
Le potenti flotte che arrivano al contatto al largo delle coste calabresi, erano entrambe in mare per motivi di scorta ai convogli che rifornivano le truppe impegnate sui vari fronti. La flotta italiana era diretta in Libia, mentre quella inglese era uscita per proteggere il passaggio in quelle acque di due convogli, uno diretto e l’altro proveniente da Malta, isola la cui resistenza costituiva una fastidiosa spina nel fianco per le operazioni in mediterraneo dell’asse. La notizia che la flotta inglese è in mare, arriva dal comando a terra di Supermarina alle 0.40 dell’ 8 luglio, la flotta italiana è in quel momento divisa in due gruppi, l’ammiraglio Campioni ordina che la squadra degli incrociatori pesanti, (gruppo Pola) manovri per riunirsi al gruppo da battaglia guidato dalle due corazzate Giulio Cesare e Conte di Cavour. Contestualmente ordina una virata al convoglio mettendolo non più in rotta per Bengasi ma per Tripoli. Le squadre italiane si ricongiungono alle 5.30, a questo punto le flotte contrapposte incrociano verso nord-nord-ovest su rotte convergenti. La partita a scacchi inizia a serrarsi, alle 11.45 gli inglesi lanciano un attacco aereo dalla portaerei Eagle, la quale alle 12.00, su ordine dell’ammiraglio Andrew Cunningham, viene messa in posizione arretrata assieme al Royal Sovereign. La distanza tra le flotte è scesa a 90 miglia, sono le 15.05 quando la VII divisione di incrociatori italiani, accosta di 70° gradi portandosi verso le navi nemiche e diminuendo la distanza a 20.000 metri, i pezzi vanno in punteria, i serventi manovrano le torri e caricano le armi, alle 15.15 gli incrociatori italiani aprono il fuoco su quelli inglesi della squadra A (incrociatori Gloucester, Liverpool, Neptune, Orion, HMAS Sydney) comandati dall’ammiraglio John Towey. Pochi minuti e quel primo scambio balistico di “assaggio” ha termine e le flotte si distanziano nuovamente. Le navi italiane si rifanno sotto e alle 15.53, è la volta della corazzata Giulio Cesare che da 26.000 metri apre il fuoco sulla Warspite, una delle salve andate lunghe della Cesare, colpisce lievemente i caccia Hareward e Decoy. Nel frattempo la corazzata inglese risponde al fuoco di quella italiana; anche la Malaya cerca di dare man forte ma la distanza, per i suoi cannoni, è eccessiva. Ora, anche l’incrociatore Trento sparava sulla Warspite, mentre il Bolzano è stato ingaggiato dagli incrociatori di Towey. In questi concitati attimi un colpo da 381 della Warspite colpsce la Giulio Cesare al fumaiolo poppiero, innescando un incendio ma provocando pochissimi danni. Ci vogliono pochi minuti per rimettere la nave in condizione di combattere ma ormai le due flotte sono su rotte divergenti e la battaglia si chiude lì.
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio














