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Battaglia di Montenotte (Liguria)

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Pubblicato in : Battaglie, Battaglie moderne (700, 800, 900)

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Data 12/04/1796
Luogo Cairo Montenotte
Contendenti Francia / Impero Austriaco, Sardegna
Forze in campo 14.000 / 25.000
Esito vittoria francese

Lo scontro non è di quelli decisivi o definitivi ma da la possibilità al giovane generale Napoleone Bonaparte di mettersi in luce e alle armi francesi di aumentare la propria influenza in Italia infliggendo una sconfitta alle truppe della prima coalizione formata da Austria e Piemonte. Alla base dell’epilogo vittorioso per i francesi ci sono errori degli avversari e condizioni favorevoli oltre l’ottimo intuito di Napoleone che seppe sfruttare al meglio una situazione iniziale non del tutto favorevole.
Nel 1796 l’armata francese d’Italia, di stanza in Liguria, aveva sulla carta 60.000 effettivi, di cui pronti a combattere solo 37.000, dislocati sulla riviera ligure da Nizza a Savona. La debole Repubblica di Genova, nonostante l’occupazione del proprio territorio, si mantenne neutrale. Le forze austro piemontesi in quell’area erano circa 30.000, quasi tutte acquartierate negli accampamenti di Acqui, Alessandria e Pavia.
A quell’epoca Montenotte era una piccola comunità agricola appartenente al Regno di Sardegna, situata al confine con la Repubblica di Genova da questo la sua importanza strategica.
Il 7 aprile l’iniziativa viene presa dal comandante austriaco, Barone di Beaulieu che decise di attaccare i francesi partendo da Alessandria e muovendo verso la costa ligure, disponendo l’armata di Lombardia su due colonne per prendere il nemico in una tenaglia.
D’Argenteau, a capo delle forze imperiali dislocate a Savona, ricevette l’ordine di muovere con quella che era una delle due colonne della tenaglia, una divisione di 16.000 uomini. Il generale si mosse senza troppa convinzione il 9 aprile, il 10 occupava senza troppa fatica Montenotte, ma il ricongiungimento con le forze dislocate a Sassello non avvenne poiché queste non superarono il passo del Giovo per motivi tutt’ora inspiegabili date le scarse forze poste a presidio del passo stesso. Riuniti i propri uomini a Montenotte, D’Argenteau proseguì verso Savona, prima incontrando una resistenza molto scarsa, poi verso Montenegino rallentando per la resistenza offerta dai francesi che avevano riadattato delle vecchie ridotte spagnole che dominavano la posizione. Gli attacchi austriaci non riuscirono a forzare le ridotte, nonostante tre attacchi portati con grande determinazione e coraggio. Con la notte gli austriaci decisero di aspettare e non sfruttare le tenebre per forzare la linea nemica, del resto l’indomani sarebbero arrivati due cannoni che con la luce avrebbero fatto a pezzi le ridotte nemiche. Eppure il tempo giocava a favore dei francesi che nella notte furono raggiunti da numerosi rinforzi, all’alba il rapporto di forze era del tutto ribaltato, 11.500 contro 4.800. I francesi diedero l’assalto con le prime luci, D’Argenteau tentò un contrattacco ma con scarsi risultati e alla fine fu costretto a ripiegare subendo pesanti perdite anche a causa del fuggi fuggi venutosi a creare nelle fasi più concitate del ripiegamento.
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