Data 17/01/44 – 19/05/44
Luogo Montecassino
Contendenti Germania/ Regno Unito, USA, Polonia, Francia Libera, Commonwelth
Forze in campo 80.000/ 105.000
Esito vittoria alleata
L’abbazia di Montecassino è un luogo suggestivo e molto venerato ma anche teatro di scontri in momenti storici significativi. Il suo ruolo di perno della linea Gustav che le truppe tedesche in Italia attrezzarono nel centro Italia per rallentare l’avanzata nemica, firmò l’atto della sua quarta distruzione, la più radicale di tutte.
La realizzazione dell’immenso edificio risale al 529 d.C. ed è stata fondata da San Benedetto da Norcia sul luogo di una torre e di un antico tempio dedicato ad Apollo a 519 m s.l.m. Il luogo divenne subito e per tutto il medioevo, florido e ricco nella vita cultuale grazie ai suoi abati e alla cura nella tutela del patrimonio culturale grazie alle scuole scrittorie e miniaturistiche attivissime nel trascrivere e conservare molte opere dell'antichità. La storia di questo luogo però è costellato di distruzioni, la prima tra il 577 e il 589, ad opera dei Longobardi, la seconda nell’883 ad opera dei saraceni, la terza, a causa di un terremoto nel 1349 ed infine durante la Seconda Guerra Mondiale.
I comandi americani credono erroneamente che all’interno dell’abbazia tra pregiati manoscritti e opere di inestimabile valore, si annidino enormi contingenti di tedeschi, l’abbazia è vuota e fortunatamente per la cultura mondiale, le opere sono state mandate a Roma perché tra il 15 e il 18 febbraio del ‘44 i bombardieri alleati sommergono di bombe l’abbazia riducendola un cumulo ci macerie informi, a quel punto, per ironia della sorte, le macerie diventano un ottimo rifugio per i difensori tedeschi che riescono a inchiodare le soverchianti forze nemiche fino a maggio infliggendo loro perdite enormi. Fu necessario radere al suolo anche l’abitato di Cassino oltre agli abitati di Piedimonte S. Germano e Cervaro, quattro estenuanti battaglie poi con un attacco generale condotto tra il 17 e il 18 maggio apre una breccia nella valle del fiume Liri e consente all’VIII armata di aprirsi una via verso Roma, dopo essersi incontrate il 25 maggio con le truppe provenienti da Anzio.
Lo scempio perpetrato al millenario monumento fu solo parzialmente riparato da un restauro, o per meglio dire la ricostruzione, durata dal 1948 al 1956 che ha restituito al luogo il suo aspetto esteriore ma non i secoli che avevano le pietre e i muri spazzati via dalle bombe.
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