Luogo Carpinone
Contendenti garibaldini / borbonici
Forze in campo 1.500 garibaldini
Esito sconfitta garibaldina
Garibaldi era alla Reggia di Caserta quando fu chiamato dalla terra dei sanniti, grossi reparti borbonici erano in ritirata dopo la sconfitta al Volturno. Tra il 12 e il 13 ottobre, De Marco ebbe l’ordine di raggiungere Isernia, mettere in difficoltà i borbonici in ritirata e assecondare i moti che erano scoppiati nel Molise. Nella zona tra Bojano e Cantalupo operava un garibaldino di vecchia data che aveva partecipò alle 5 giornate di Milano nel ’48, combatté per la Repubblica Romana e fu attivo nella II° guerra di indipendenza, Francesco Nullo. Nullo aveva solo 300 armati mentre De Marco ne stava portando 1.200, la zona era in grande fermento i borbonici si stavano radunando per riorganizzarsi e Nullo commise la grave imprudenza, per evitare il dilagare dei borbonici verso sud, di spingersi fino a Cantalupo il 16 ottobre, nel pieno del territorio nemico. Le forze patriottiche che si trovavano tra Castellone di Bojano e S. Massimo il 17 mossero a dargli appoggio. Nel tentativo di evitare l’accerchiamento, Nullo, mandò De Marco a presidiare l'importante nodo strategico di Carpinone sul trivio delle rotabili per Isernia, Cantalupo e Pescolanciano sull’alto Trigno. Verso mezzogiorno si accesero gli scontri a partire da Pettoranello, lo scontro fu feroce e i garibaldini iniziarono ad avere la peggio fino a quando un deciso contrattacco mise in fuga i borbonici. Da Isernia però, arrivarono poderosi rinforzi che investirono Carpinone, approfittando dello scompiglio creato ai Garibaldini anche da una rivolta cittadina contro di loro. La resistenza dei patrioti fu accanita ma vana, nonostante le perdite inflitte al nemico alla fine De Marco, ferito ed esausto dovette ordinare la ritirata, durante la quale i Garibaldini furono inseguiti e molti caddero prigionieri e incarcerati a Gaeta come Cap./no De Nunzio.
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