Luoghi Storici dei Castelli Romani


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Luoghi storici dei Castelli Romani
Castello Colonna (Genazzano) PDF  | Stampa |  E-mail


Il castello è posto nella parte nord del paese lo domina maestosamente. Come indicato nel nome, la sua storia è legata a quella della famiglia Colona ma non solo. L’attuale aspetto del palazzo è il risultato di continui lavori di miglioria attuate nei secoli.
Il primo documento che ci parla del castello risale al 10 agosto del 1022 ed è un atto di donazione per la badia di Subiaco, nel 1053 è già un possesso dei Colonna che solo nel 1227 eseguono lavori per adattarlo ad avamposto difensivo, con due torri per rendere maggiormente efficace il potenziale difensivo della struttura. In epoca rinascimentale la fortezza inizia ad avere anche un uso residenziale per la famiglia, per opera dei lavori intrapresi da Filippo Colonna, principe del paese.

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Tomba degli Orazi e dei Curiazi (Albano Laziale) PDF  | Stampa |  E-mail


Al V miglio della via Appia troviamo un monumento molto interessante, soprattutto per ciò che rappresenta da un punto di vista simbolico. Simbolico perché non è dell’epoca che il nome potrebbe suggerire, non è arcaica ma tardo repubblicana, quindi sicuramente commemorativa. Le vicende degli Orazi e dei Curiazi infatti si perdono nelle origini leggendarie della città di Roma, la tomba sorge in un’area che in epoca arcaica segnava il confine tra Roma e Alba Longa, che al  tempo di Tullo Ostilio, terzo re di Roma, entrarono in conflitto. Poiché gli abitanti delle due città avevano lo stesso sangue la guerra fu giudicata empia, si decise allora di scegliere tre campioni per ciascuna città che affrontandosi avrebbero deciso le sorti del conflitto.



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Museo delle Navi Romane (Nemi) PDF  | Stampa |  E-mail


Il primo che, dopo aver raccolto le voci sull’esistenza di navi romane in fondo al lago, decise di provare la veridicità di tali voci con un tentativo di esplorazione del fondale, fu Leon Battista Alberti, al servizio del Cardinale Prospero Colonna, che nel 1446 fece esplorare il fondo del lago da esperti nuotatori fatti venire da Genova. In quell’occasione furono riportati alla luce solo frammenti di fasciame e alcune fistole. Per quasi 100 anni l’oblio ripiombò sulle navi di Nemi fino a quando nel 1535 Francesco de Marchi, con il supporto tecnico di Guglielmo di Lorena, che realizzò una campana di legno per l’immersione, riuscì ad ispezionare un intero scafo e a recuperare frammenti di murata. Per altri tre secoli nessuno, tranne ladri, predoni e pescatori, si occupò delle navi, con il risultato funesto che importanti reperti sono stati trafugati e venduti. Dopo molte vicissitudini finalmente nel 1827 Annesio Fusconi tentò una nuova esplorazione grazie ad una campana di Halley, perfezionata con una pompa ad aria ed altri accorgimenti che chiamò Campana Urinatoria da

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Castra Albana (Albano Laziale) PDF  | Stampa |  E-mail

I Castra Albana altro non erano che l’accampamento della seconda legione partica, voluta dall’imperatore Settimio Severo tra la fine del II e gli inizi del III sec. d.C. Sorgono nel territorio di dell’allora Alba Longa, sulla sinistra della via Appia, presso il XV miglio. La struttura era fortificata da possenti mura di cinta in opera quadrata, in pietra albana, i cui lati misuravano rispettivamente 435 metri per 232 per una superficie di 10 ettari. In totale il complesso poteva ospitare 6000 soldati i quali presero subito il nome di Legionarii Albani. Le opere di difesa erano completate da Torri circolari agli angoli e quadrangolari lungo i lati. La viabilità era consentita da una strada principale, il cardo e da due vie ad essa ortogonali, i decumani, oltre ad una via esterna perimetrale, il circumductio. Numerosi sono i resti ancora visibili all’interno dell’abitato di Albano, come la Porta Pretoria sulla via Appia e la Porta Principale Sinistra. I resti di maggiore rilevanza risultano essere il Cisternone, l’Anfitetro, le Terme, dette di Cellomaio e quelle presso la Chiesa di S.Maria della Rotonda, che in età Domiziana era un ninfeo. La particolarità del complesso è dovuto al fatto che era molto inusuale uno stanziamento fisso di legioni all’interno del territorio italiano. Alle origini



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