Il forte di Fenestrelle si trova in Val Chisone, nella provincia di Torino. E’ una struttura gigantesca che si sviluppa su 1.300.000 metri quadrati di superficie, è attraversato da 4.000 gradini; ha 7 ridotte, 14 ponti di collegamento, 28 risalti. Un struttura immensa concepita per difendere il confine tra Francia e Piemonte ma che poi ha avuto come massimo utilizzo quello di carcere per dissidenti e oppositori. Questo diverso utilizzo fu in realtà un esperimento fatto dai francesi nel periodo Napoleonico, ed ebbe come prologo dell’esperienza sabauda la conclusione dei moti del ’21, in tale occasione vi finirono anche “ospiti eccellenti” come il principe Carlo Emanuele del Pozzo della Cisterna, reo di aver espresso idee troppo liberali, vi restò fino all’abdicazione di Vittorio Emanuele I, occasione nella quale si riunì ai carbonari di Pinerolo.Con l’avvento di Carlo Alberto è la volta dei mazziniani di fare l’esperienza del carcere duro a Fenestrelle, ci finisce tra gli altri Giuseppe Bersani, figlio naturale di Carlo Felice e membro del nucleo carbonaro dei “Cavalieri della Libertà”. Seguono ancora, dal 1833, gli appartenenti alla “Giovane Italia” di Mazzini, troppo ferventi nel loro credere alla rivoluzione fondata sui valori costituzionali, e dopo che le speranze, riposte da molti patrioti in Carlo Alberto furono infrante nella repressione, e in diverse città dello stato sabaudo il plotone di esecuzione iniziò un alacre lavoro, Fenestrelle riprese a riempirsi velocemente di patrioti, di sognatori, di nomi eccellenti come Vincenzo Gioberti ma anche di militari come Giuseppe Thappaz, ufficiale del regio corpo di artiglieria, reo di aver portato le sue idee liberali tra le file dell’esercito e che per questo fu condannato a venti anni di carcere. Quegli anni erano talmente tesi che a Fenestrelle ci si finiva anche in caso di sospetti o con accuse più o meno fondate di complotto, questo accadde a tre torinesi nel 1836, il medico Vallino, l'avvocato Bronzini e un tale Ducco, proprietario del caffè San Carlo.
Salito al trono Vittorio Emanuele II diminuiscono i detenuti per ragioni politiche ed aumentano quelli per pubblica sicurezza o contingenze internazionali, ma anche detenuti comuni e ufficiali garibaldini catturati dalle truppe regolari mentre tentarono una spedizione per prendere Roma. In questi anni una delle pagine più dolorose scritte a Fenestrelle; forse la più lacerante nei confronti di quello che doveva essere un vero spirito nazionale dell’Italia nascente, vede come protagonisti militati borbonici e papalini che vennero incarcerati poiché si rifiutarono di rinnegare il giuramento fatto ai rispettivi sovrani. Numerose cronache parlano del trattamento disumano che questi soldati ricevettero, laceri e mal nutriti. Si racconta addirittura che molti di loro, non riuscendo ad abituarsi al differente clima, sostavano appoggiati ai muraglioni nel tentativo, spesso vano, di ricevere qualche debole raggio di sole. Un tentativo di ribellione fu sventato per caso e la conseguente repressione fu durissima. Da quello che emerge dai documenti dell’epoca sembra che i prigionieri erano talmente mal nutriti che mediamente sopravvivevano tre mesi circa, al momento del decesso venivano gettati in un grande vascone di calce viva che ne distruggeva i resti. Niente lapide, niente tomba, niente onore a chi non rinnegava il proprio re (di seguito all’articolo il video della commemorazione delle vittime nel 2008) .Un ultimo caso degno di nota fu quello della prigionia fu quello del generale Giulio Dahuet che durante la Grande Guerra si oppose con forza alle strategie inutile e sanguinaria di Cadorna; come noto, tali strategie saranno abbandonate dal successore di Cadorna, Diaz, che in effetti riuscirà a far resistere l’esercito italiano sul Piave e a concludere vittoriosamente la guerra con l’offensiva di Vittorio Veneto. Quanto a Dahuet la sua rivincita la si ebbe con gli anni, infatti le sue teorie sull’uso dell’aviazione in operazioni belliche sono ancora oggi insegnate nelle accademie militari americane.
Il forte è attualmente visitabile, ha subito numerosi restauri che gli hanno permesso di arrivare a noi in perfetto stato. Al suo interno tre mostre permanenti dedicate al 3° alpini, alla tortura medievale e agli animali del governatore. Inoltre il forte è palcoscenico di eventi specifici il cui calendario può essere visionato al sito ufficiale http://www.fortedifenestrelle.com/
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