All’inizio del 1918 la situazione era tutt’altro che rosea per gli alleati i quali avevano perso la Russia e vedevano l’Italia vicina al crollo. Molti pensavano che questo sarebbe stato l’anno decisivo e in considerazione di ciò, nonché di quella che era la situazione generale alleata, i tedeschi decisero di sferrare un massiccio attacco sul vecchio campo di battaglia della Somme. Tale azione avrebbe avuto come epicentro il punto in cui le forze inglesi e quelle francesi si congiungevano, allo scopo di isolare e accerchiare gli inglesi sulle coste della Manica e costringere i francesi ad una ritirata verso Parigi per difenderla.
Il piano fu preparato nei minimi dettagli ed il 21 marzo, con un breve ma massiccio bombardamento, fu iniziata l’offensiva. I risultati iniziali furono apparentemente ottimi e le truppe tedesche riuscirono ad avanzare di 60 km su un fronte di pari lunghezza, anche se ora vi erano altri problemi.In primo luogo il nuovo fronte era più difficile da difendere a causa della sua maggiore estensione; l’attacco si era affievolito troppo presto permettendo agli alleati di resistere ed organizzarsi e inoltre, non era avvenuto quel fondamentale sfondamento che avrebbe dovuto separare le truppe inglesi da quelle francesi e, come se non bastasse, la presenza americana cominciava ormai a farsi sentire. Ai primi di aprile l’offensiva tedesca è ferma. Tra aprile e luglio i tedeschi organizzarono una serie di violente offensive, soprattutto volte ad ottenere una grande vittoria nelle Fiandre contro gli inglesi. I numerosi e violenti attacchi tedeschi li porteranno ad effettuare vistosi avanzamenti anche in direzione di Parigi, dove il panico si era già sparso. Il prezzo di tali operazioni fu alto per entrambi gli schieramenti, ma gli alleati potevano ricevere ingenti quantità di uomini e mezzi dagli Stati Uniti, la cui potenza nel continente andava crescendo sempre di più; inoltre le offensive tedesche avevano portato alla conquista di posizioni difficilmente difendibili. Il 17 luglio, in considerazione di questi e di altri problemi, Lundendoff arrestò l’avanzata.
Ora, dal punto di vista alleato il saliente tedesco più pericoloso era quello oltre la Marna, così, per eliminarlo, gli alleati sferrarono un attacco che iniziò il 18 luglio, ed ebbe successo; si decise così di ripetere l’operazione più a nord per eliminare il saliente Amiens. L’iniziativa era definitivamente passata in mano agli alleati, i quali decisero di attaccare con una manovra a tenaglia in cui avrebbero attaccato a nord-ovest con una formazione anglo-francese, a sud con una franco-americana; entrambe sarebbero state appoggiate da contingenti belgi, italiani e portoghesi. Il grande attacco ebbe successo, ma incontrò grandi difficoltà soprattutto nelle Fiandre.
In complesso vi fu un buon avanzamento, ma i tedeschi, anche se demotivati e costretti a indietreggiare, non erano stati accerchiati e il loro crollo non era imminente.
Si ebbe allora paura che con l’arrivo del mal tempo si dovesse sospendere le operazioni e continuare la guerra nel ’19, ma Lundendoff si rese conto che, data la situazione, era quasi impossibile vincere la guerra e che alla Germania conveniva trattare la pace piuttosto che continuare a lottare; considerando, poi, che anche l’Austria-Ungheria si era arresa all’Italia, la Germania decise di firmare l’armistizio (11/11/1918) il quale sanciva la fine di quella immane tragedia che venne chiamata Grande Guerra.
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Technorati
Newsvine
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio














