La Terza battaglia dell’Isonzo è terminata e di risultati se ne sono visti pochi tranne l’immane nuova strage, i sentimenti dei soldati iniziano ad incupirsi pesantemente, già molti compagni e amici se ne sono andati e pare per ottenere poco o nulla. Questo brano del diario del ventenne soldato genovese Angelo Campodonico racconta tali sentimenti:
(5 novembre '15) Questa è l’epoca dei morti e non invano quest’anno si commemorano le moltitudini dei trapassati, che si aggiungono al misterioso mondo dei morti. Ma compiangiamo coloro che stanno rinchiusi in ispoglie tra le fredde pareti dei marmi.
Ieri entrai in una chiesa ove ardevano ceri per commemorare i defunti. Alla luce strana e rossastra sparsa dai lumi vidi volti arcigni, rudi, abbronzati, fatti terrei dalle ansie e dai disagi della guerra sofferti, volti degli abitatori della trincea e degli assalitori invitti dei tremendi baluardi nemici. Li vidi proni fervorosamente pregare per i compagni defunti, nella semplicità che più commuove. Essi che non avevano esitato a slanciarsi sui pezzi nemici vomitanti la morte, essi che, impigliati fra le maglie terribili e mortali del reticolato, a gran colpi d’accetta lo rompevano sotto il fuoco tremendo e, balzati terribili sulle trincee, vi portavano la distruzione e la morte, li vidi quasi piangenti pensare ai cari lontani, pregare per essi la gran forza invisibile e potente che li aveva protetti nei mille cimenti.
Il resoconto della Terza battaglia dell’Isonzo è consultabile a questo link
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