In questo brano tratto dal libro dell’austriaco Fritz Weber, “Tappe della disfatta” si raccontano le ultime ore della pace tra Italia e Impero austro-ungarico e la successiva comunicazione dell’inizio delle ostilità:
“Degl’italiani neppure l'ombra, almeno in apparenza. Tut¬tavia, dalle foreste che coprono i fianchi di Monte Coston, del Brusolada, si alzano sempre più spesso colonne di fumo: si tratta certo di concentramenti di truppe. Una mattina un gruppo di persone lascia la locanda di Vezzena, dirigendosi verso l’Italia sono l'oste, la sua famiglia, le guardie di finanza e i carabinieri del posto di frontiera. Da quel momento scompare anche l'ultima traccia di vita e la «terra di nessuno» posta tra i nostri reticolati e le foreste silenziose appare ancora più solitaria e abbandonata. […]
Un pomeriggio, mentre me ne sto seduto in compagnia del volontario Ludwig Trenker su uno spalto del forte, all'ombra di una torretta, squilla l'allarme. Voci eccitate risuonano nei corridoi. Ci precipitiamo giù per le scale, chiudendo dietro di noi la porta di ferro. Nel lungo corridoio delle casematte sono radunati tutti gli uomini liberi dal servizio. Gli ufficia1i stanno a destra.
Silenzio di tomba. Con voce tremante, il comandante legge un dispaccio. Soltanto qualche parola staccata giunge fino a me « ...dalle 18 di questa sera stato di guerra con l'Italia.. . il nemico sta per entrare a Castel Tesino... attacchi sì attendono da un momento all'altro... Comandante supremo...». Un lungo silen¬zio. Quindi, un ordine:
— Rompete le righe!
Quel giorno è rimasto indelebile nella memoria di tutti coloro che lo vissero, tra l’Ortles e l’Adriatico: 23 maggio 1915.”
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