In questo brano tratto dal libro dell’austriaco Fritz Weber, “Tappe della disfatta” appare chiaro come nei momenti di tensione che precedono il primo scontro della guerra i soldati si sentano diversi e lontani dai diplomatici che prendono decisioni che peseranno sulle spalle di altri, i soldati appunto.
“Di quando in quando, la lama di un riflettore fruga le tenebre, indugia sulla strada e si spegne dopo un attimo, mentre il paesaggio ripiomba nell'oscurità. In ore simili lo stare di guardia non sembra più, come durante il giorno, una cosa tanto superflua. Da un momento all'altro un rombo può distruggere il gran silenzio e segnare l'inizio di un terribile avvenimento: la guerra. A Roma e a Vienna essa sarà rappresentata da un foglio di carta, che un signore elegantemente vestito e dai modi assai cortesi consegna a un altro del tutto identico a lui. Qui, proromperà dalla foresta col lampeggiare di diecimila baionette e il passo di una colonna in marcia sulla strada, oppure tuonerà da qualche piega del terreno, distruggendo parapetti e casematte”.
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