In questo brano tratto dal libro dell’austriaco Fritz Weber, “Tappe della disfatta” , sono riportate le sensazioni provate dalla guarnigione che difende forte Verle, dopo gli intensi ed infiniti bombardamenti che precedono l’assalto delle fanterie italiane.
“La cupola del terzo obice è ridotta in uno stato così pietoso che non è più possibile manovrarla. Ormai, sulla fronte del forte, ci rimane soltanto un obice, mentre sul fianco destro disponiamo di due cannoni della cosiddetta «batteria dei traditori» Ciò nonostante, la guarnigione attende con impazienza l'attacco nemico, che ormai non può più tardare. Questi primi giorni di guerra ci hanno molto cambiato. Cerchiamo continuamente di immaginare il momento, in cui potremo finalmente vedere da vicino i nostri carnefici. Siamo diventati bestie feroci, che siano state aizzate per giorni interi. Nessuna crudeltà ci sembra proporzionata, nessun bagno di sangue abbastanza grande per vendicare i nostri compagni uccisi o mutilati. La paura e il ribrezzo sono vinti: attendiamo febbrilmente l’ora della rappresaglia” .
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